Argomento: banca d’italia

Autorità economiche e morali

‘Noi siamo davanti a problemi drammatici, come testimonia anche la Banca d’Italia: l’occupazione da sola non riprende, lavora un giovane su cinque e i redditi delle famiglie sono calati del 4%. Invece di passare i giorni e le notti sul processo breve dovremmo passare i giorni e le notti su un pacchetto di riforme immediate per dare un po’ di spinta all’economia e all’occupazione’. Cosi’ il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, arrivando al convegno dei liberal del partito, lancia l’allarme sulla situazione economica.
‘Il fatto che non si discuta – sostiene Bersani – e’ il vero dramma del Paese. Questo non puo’ riguardare solo le opposizioni, e’ ora che le autorita’ economiche e morali facciano un richiamo serio perche’ non possiamo restare avvitati sui problemi di Berlusconi’.

Politica dell’offerta

Il primo è, in realtà, una testimonianza che si riferisce al mio passato in Banca d’Italia e riguarda le due decisioni cruciali, che il Senatore Bianco ha ricordato all’inizio del suo intervento: la prima risalente al 1951; l’altra, alla fine degli anni ’70.
La prima fu fondamentale. Alla metà del secolo scorso, l’Italia era ancora un paese agricolo; il contributo più importante alla formazione del PIL era dato, appunto, dall’agricoltura. Probabilmente, essa sarebbe rimasta ancora a lungo un paese agricolo se non avessimo aderito al codice di liberalizzazione degli scambi nell’ambito dell’OECE (oggi: OCSE).La coraggiosa decisione di abbandonare il protezionismo ed esporre la nostra “gracile” industria