MANIFESTO
Crediamo che all’interno del Partito democratico – con un passaggio storicamente irripetibile – si stiano ponendo oggi le premesse migliori affinché le espressioni diverse della cultura liberaldemocratica (riformismo socialista, cultura repubblicana, liberale, ambientalista, laica senza aggettivi) possano cercare e trovare una collocazione centrale per le loro idee e visioni, rifuggendo allo stesso tempo dalla facile tentazione di considerarsi “le minoranze dei migliori”. C’è bisogno che la cultura liberaldemocratica e riformatrice faccia la sua parte all’interno del Pd:
- perché crediamo nel modello europeo di economia di mercato e nella competizione, che solo possono garantire un innalzamento del benessere collettivo e individuale della nostra società, senza che questo significhi non occuparsi più della condizione dei più deboli, degli emarginati e delle zone svantaggiate del Paese, ma anzi rilanciando il valore della solidarietà, della cooperazione, delle pari opportunità; un sistema con poche ma incisive regole per evitare distorsioni e sopraffazioni;
- perché crediamo nel valore costituzionale della laicità dello Stato, il quale deve garantire la massima libertà, eguaglianza e rispetto a tutte le fedi religiose, senza tuttavia privilegiarne alcuna;
- perché crediamo che un Paese debba investire nel suo futuro e debba formare i suoi giovani con una scuola ed un’Università competitive, efficaci, efficienti e coerenti con i bisogni della realtà contemporanea;
- perché c’è una richiesta di modernizzazione profonda e complessiva del Paese, soprattutto da parte delle generazioni più giovani, che passa necessariamente dalla garanzia di libertà per la ricerca scientifica e tecnologica, anzi da politiche di stimolo e sostegno per esse, puntando al ritorno nelle nostre università e laboratori di quei “cervelli” che o sono sempre stati all’estero oppure sono stati costretti ad abbandonare gli ambienti di ricerca in Italia;
- perché c’è bisogno di rimettere al centro del dibattito politico – in maniera quantomai “laica” - il tema della sicurezza, intesa come difesa collettiva dai fenomeni di criminalità grande e piccola, specie nelle aree urbane, assieme alla massima attenzione per l’efficienza e la modernizzazione urgente del sistema-giustizia, senza la quale ogni ricerca della sicurezza e di lotta alle organizzazioni criminali, vecchie e nuove, rischia di essere vanificata;
- perché è urgente garantire ai cittadini la ricerca di una condizione sociale complessivamente più stabile e certa, nella quale tornino ad affermarsi in maniera “solida” il senso del dovere di tutti e di ciascuno, la gratificazione riconosciuta all’impegno e al merito, un giusto equilibrio tra diritti e doveri, la visione moderna dei compiti che certamente spettano ad una Repubblica equa ed imparziale, all’interno del quale non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B;
- perché nel Dna della cultura liberaldemocratica c’è da sempre la concezione di un’amministrazione pubblica “leggera”, ma allo stesso tempo efficiente, moderna ed efficace, trasparente e rigorosa nell’impiego delle risorse pubbliche, capace di valorizzare e premiare la competenza, la professionalità e il merito, fortemente impegnata a migliorare la qualità dei servizi e delle prestazioni pubbliche e a ridurre gli oneri burocratici e gli eccessi di regolazione, disposta a rinunciare ad intervenire laddove il privato può fare più presto, di più e meglio;
- perché è chiaro che il futuro dello scenario mondiale sarà sempre più occupato da molti e diversi attori, e che le grandi scelte di politica estera del futuro non potranno farsi contrapponendo artificiosamente “più Europa” a “più Stati Uniti”, consapevoli come siamo che l’Unione Europea e gli Usa restano due pilastri fondamentali della politica mondiale accomunati da storia, principi di fondo e interessi.
L’Italia è ad un bivio cruciale: o compie un balzo in avanti, un colpo d’ala che ne rilanci crescita e sviluppo, o rischia di soccombere di fronte ai suoi principali competitori. Noi, liberaldemocratici, componente storica della vita italiana, siamo pronti a fare come sempre la nostra parte per costruire un Paese forte ed una nuova politica.


