Cosa è un partito a vocazione maggioritaria

Estratto dall’intervento di Giorgio Bogi

Amelia 2009

Nel Partito Democratico c’è un errore originale. Sulle questioni attinenti alla natura dell’uomo, alla ricerca biologica e medica il Partito Democratico non esprime una posizione culturale originale, aperta ovviamente al confronto ragionevole, ma oggettivamente il suo comportamento politico corrisponde ad un compromesso fra le sue posizioni interne. La conseguenza è che non solo il comportamento appare oscillante ma soprattutto perde incisività e capacità di guida verso l’opinione pubblica, perché adotta il compromesso prima ancora di avere esplicitato una posizione culturale sul problema. Si può essere anche netti, duri se si vuole, nell’esprimere la propria concezione e disposti poi ad un ragionevole compromesso.

E’ chiaro che i partiti sono vecchi rispetto ai problemi emergenti e che hanno logiche di omogeneità per quanto riguarda vecchi problemi e non l’hanno per quelli sopravvenienti, ma quando la dirigenza del Partito democratico usa lo schema della constatazione di fatto dell’opinione prevalente al suo interno correlata con libertà di opinione nel voto per gli iscritti, dichiara di rinunciare alla volontà di esprimere la sua posizione, e di incidere politicamente. Ci si aspetterebbe, al contrario, che il Partito individui ed esprima la decisione che gli appartiene per cultura e, se lo ritiene opportuno, cerchi dopo un compromesso e ipotizzi libertà nel voto dei propri aderenti.

C’è alla base il problema molto serio di cosa è un partito a vocazione maggioritaria, cioè portato a muoversi in uno schema bipartitico o bipolare, dopo la deideologizzazione, in specie tenendo conto della modalità di costituzione del Partito democratico. Ma se un partito, soprattutto riformista, perde la capacità di guida della opinione pubblica su temi strettamente connessi con la modernità, si trova inevitabilmente in una posizione difficile. Mi sembra che nella costituzione del Partito Democratico si sia tenuto conto del cattolicesimo democratico e si sia colpevolmente trascurato il cattolicesimo liberale.

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